La devozione per Santa Lucia a Barberino Tavarnelle

La devozione per Santa Lucia a Barberino Tavarnelle

La storia di Santa Lucia martire

Santa Lucia di Pietro Lorenzetti

L’impero romano aveva già cominciato il suo lungo declino, quando a Siracusa nacque una nobile fanciulla di nome Lucia, che abbracciò la fede cristiana nonostante le origini pagane della sua famiglia e del suo promesso sposo.

La sua scelta fu coraggiosa e decise di donare tutta la sua dote ai poveri. Il fidanzato la trascinò davanti al magistrato Pascasio, che le ordinò di adorare gli idoli. Della risposta di lei, argomentata come se fosse una profetessa al tempio, si riportano queste significative parole:

I corruttori della mente siete voi, che convincete le anime ad abbandonare il loro creatore. I corruttori del mondo sono quelli che invece preferiscono godere i piaceri del corpo piuttosto che sedere alla mensa celeste.

Frustata, la buttarono su un carro per condurla in un lupanare per farla violentare, ma improvvisamente il suo corpo divenne così pesante che neppure mille uomini e mille coppie di buoi riuscirono a spostarla.
Oltraggiata da sputi e urina, cosparsa di pece e olio bollenti, lo Spirito Santo continuava a darle voce, per diffondere la parola di Dio. Neanche un pugnale in gola cessò la fiamma della fede che ardeva nel suo petto.

Lucia, fatta la comunione, morì da martire e il suo nome, lucis via (via della luce), illuminerà tutti coloro in cerca di fede.

Per il suo nome diviene protettrice degli occhi, perché tramite essi si vede la luce. Dagli artisti viene raffigurata come un’elegante dama con la palma del martirio e con una lucerna accesa oppure contenente gli occhi, come nel dipinto di Pietro Lorenzetti conservato nella chiesa di Santa Lucia dei Magnoli a Firenze, risalente al 1322 circa.

Le due chiese di Santa Lucia a Barberino Tavarnelle

Nel borgo murato medievale di Barberino Val d’Elsa vi erano ben due parrocchie dedicate a Santa Lucia: una dentro le mura e l’altra fuori. Quest’ultima era denominata Santa Lucia a Casciano, situata a ponente oltre la Porta Romana e l’altra era al centro del borgo. Entrambe non esistono più, inglobate in strutture architettoniche abitative nel corso dei secoli.
La prima fu soppressa all’inizio del ‘600 e la seconda perdette via via la sua importanza, finché nel 1787 la sua dedicazione passò al vecchio convento di San Francesco al Borghetto, cambiando il suo nome in quella che noi ancora oggi conosciamo come chiesa Santa Lucia.

Eppure la chiesa di Santa Lucia a Casciano aveva rivestito una grande importanza per Barberino, essendovi parroco il Beato Davanzato, terziario francescano (link al beato??) vissuto all’inizio del XIII secolo, morto in odore di santità.
Pare che egli fosse un discepolo di San Lucchese, compagno di San Francesco e ci piace pensare che il poverello d’Assisi, durante il suo passaggio a Poggibonsi, accolse con gioia la notizia della costruzione di un nuovo grande convento poco fuori da Barberino.

Alla fin fine, la chiesa di Santa Lucia a Barberino e quella del Borghetto non sembrano poi tanto distanti.

Alice Chiostrini

Intorno ai grandi fatti della Storia e dell’Arte crescono le storie delle persone. Francesco Mattonai, ha immaginata una storia che unisce Santa Lucia e San Francesco… a Barberino.

BIBLIOGRAFIA

  1. BIADI, Memorie del piviere di S. Pietro in Bossolo e dei paesi adiacenti nella Valle d’Elsa, Firenze 1848.
  2. M. DE LA RONCIÈRE, Tra preghiera e rivolta. Le folle toscane nel XIV secolo, Perugia 1993.
  3. JACOPO DA VARAZZE, Legenda aurea, a cura di VITALE BOVARONE A. e L. Torino 1995.
  4. VV., Chiese romaniche della Valdelsa. I territori della via Francigena tra Siena e San Gimignano, Empoli 1996.

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