I Barberini da Barberino Val d’Elsa e lo stemma ritrovato

I Barberini da Barberino Val d’Elsa e lo stemma ritrovato

Storie delle Valdelsa: le tracce materiali di un aneddoto della famiglia Barberini legato alla modifica del proprio blasone

Era là, lasciato in un luogo sicuro e poco visitato, come accade per le cose preziose che mettiamo da parte, quasi nascondendole per non smarrirle. Così, dimenticato per decenni, il blasone della famiglia Tafani se ne stava ancora in Barberino, in attesa di qualche appassionato scopritore.

Esiste ancora dentro le mura castellane il palazzo dei Barberini, da cui sortirono i proavi del pontefice Urbano VIII: sulla porta del quale avvi una scudo di pietra con i tre insetti che dovrebbero essere piuttosto Tafani che Api, come apparisce meglio da un’altra arme più antica esistente nella facciata del succenato spedale, e dal nome di Tafania che tuttora conserva nelle vicinanze di Barberino uno dei poderi dell’illustre prosapia che ne prese il cognome e quindi il suo blasone.

Repetti – Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana

Gli stemmi di cui parla il Repetti nella prima metà del XIX secolo sono due, quelli collocati esternamente al palazzo pretorio e all’ospedale dei pellegrini. In realtà vedremo che lo stemma ritrovato non è nessuno dei due, ma un terzo citato da un’altra fonte. Un secondo stemma, appeso in San Bartolo, ma nell’aula, potrebbe essere quello descritto dal Repetti sul palazzo pretorio.

L’emozione della scoperta, se così possiamo chiamarla, fu vissuta per primi da David e Bruno, volontari del Gruppo Archeologico Achu nei primi anni dell’associazione. In questo 2020, la nostra associazione, divenuta anche Pro Loco di Barberino V.E., compie 20 anni e ne approfittiamo per ringraziare volontari e associati e donatori che ne sostengono l’attività.

Da Tafani a Barberini

Fino alla passata generazione i barberinesi erano chiamati “Tafani” , questioni tipiche del campanilismo toscano. Ma come in ogni detto tradizionale che si rispetti anche l’appellativo “tafani” ha origini storiche ben precise. Tafania è un toponimo ancora esistente, unico nella toponomastica ufficiale della Regione e si trova nei pressi del castello di Barberino Val d’Elsa.  Tafani, invece era il nome più antico che fu mutato in  Barberini quando la famiglia si trasferirì a Firenze nel XIII secolo. Quindi, i Barberini divennero abili commercianti nel campo della sartoria e del taglio delle stoffe, il loro blasone infatti riportava su sfondo celeste tre Tafani ed una forbice.

Un illustre discendente degli antenati Tafani fu Maffeo Barberini, ovvero Papa Urbano VIII. Questi, dopo una spregiudicata quanto pragmatica carriera, divenuto cardinale nei primi anni del ‘600 nobilito i tafani raffigurati sul blasone di famiglia trasformandoli in api. Allo stesso tempo tolse l’attributo delle forbici, che erano probabilmente un riferimento ad un passato da commercianti che non interessava più per il rango sociale raggiunto. Tantomeno per le strategie legate alla scalata al soglio pontificio.

L’enigma degli stemmi

Liugi Biadi nel “Piviere di San Pietro in Bossolo” , 1824, scrive c’erano due stemmi dei Barberini presso il Palazzo dei Pellegrini di Barberino V.E. Uno all’interno che conservava ancora la forbice da sarto e abbondanti tracce di colore, l’atro all’esterno aveva le forbici cancellate a scalpello.  Quindi, i due stemmi murati sull’esterno degli edifici, visti anche dal Repetti,  erano stati “vittime” dello scalpellino inviato dal Cardinal Barberini per modificare il blasone. Tuttavia, per qualche motivo il messo non potè vedere lo stemma chiuso all’interno del Palazzo dei Pellegrini e di conseguenza non operò su di esso.

Non ci resta che ipotizzare che lo stemma con tanto di colore, tafani e forbice ritrovato nel centro storico sia quello citato dal Biadi all’interno a Palazzo Pellegrini, poi scomparso. Pertanto, ci troviamo difronte ad una testimonianza materiale che mette in relazione la storia della famiglia Barberini con il luogo da cui essa prese il nome.

Il valore del manufatto non è di per sé di pregio in quanto opera materiale e non cercheremo di esaltarne qualità artistiche o elementi di rarità che in realtà non vi sono.  Tuttavia, è importante come elemento documentale ed identitario per la comunità locale. Questo è ciò a cui più teniamo ed è bello che esso sia ancora al sicuro dentro le mura barberinesi. Non sarebbe addirittura fuori luogo metterne una copia proprio nella sagrestia dove fu ritrovato, anche questo fa parte della sua “fortuna”.

Trovato anche l’altro stemma citato dalle fonti

Proprio mentre i Comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa stavano per fondersi in una unica comunità fu riconosciuto in Tavarnelle il terzo stemma citato nella prima metà dell’800. Ma di questo vorremmo che vi fosse dedicato un puntuale articolo proprio dallo scopritore, guarda caso il solito di cui sopra. I tre stemmi dislocati diversamente dalla loro originaria posizione testimoniano scelte e trasformazioni del luogo riflettendo e agganciando la storia locale a quella generale. Appartengono quindi ad un patrimonio culturale che direttamente o no tende al rispetto dei luoghi e pone attenzione allo sviluppo della stessa comunità e territorio.

12-13 settembre 2020 – Barberino al tempo della Peste

Programma Barberino al tempo della peste 12-13 settembre 2020
Una rievocazione medievale intessuta attraverso la voci di diversi narratori che con storie e racconti accompagneranno bambini e adulti alla scoperta della Barberino medievale.

La mostra Il palazzo degli araldi incrociati la racconta in modo storicamente accurato con stemmi e vestiti, ma proprio da quegli stessi stemmi ci sarà chi improvviserà delle fiabe e un menestrello ne canterà le storie attraverso tra le strade del borgo.

La sera, mentre i ristoranti del centro serviranno ricette dai gusti dell’epoca e le bancarelle degli artigiani mostrano mestieri antichi, una voce farà girare ancora per le vie, la storia di Semifonte.

La manifestazione si svolgerà secondo le norme covid-19, ma i controlli saranno portati avanti all’interno della narrazione medievale.

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