Le fonti d’acqua di Semifonte

Fonte Alloro

Fin dai suoi primi insediamenti Semifonte era nota per la quantità e la facilità con cui era possibile estrarre acqua dal suo terreno. Già al tempo della caduta della città erano conosciute tre fonti, che si sono mantenute fino ad oggi. Intorno ad esse, come in molte altre zone, erano nato un culto popolare.

Il culto delle acque  

Talete di Mileto, uno dei sette sapienti, considerava l’acqua il “principio di ogni cosa”, anche per il filosofo Eraclito essa era “principio e fine” di tutto.

L’uomo, da tempi antichissimi, ha attribuito all’acqua un alto valore simbolico, curativo e sacro; infatti, il culto idrico è da considerarsi una delle forme di religiosità più elementari e universali, associata quasi sempre a figure di divinità madri.
Nel contesto dell’Italia antica, tale culto si presenta come un continuum tra quelli risalenti alla protostoria e quelli di età medievale e moderna.

Un territorio ricco di fonti

Il territorio di Barberino Tavarnelle, per la presenza di fonti sacre, sembra esprimere una chiara vocazione ai culti delle acque.
Nei dintorni alla cappella di San Michele Arcangelo, nell’area della perduta Semifonte, troviamo la fonte di Santa Caterina detta anche “Fonte lattaia” per i suoi poteri galattofori (capacità di garantire il latte alle puerpere), la fonte Docciola nota per la cura della tosse, e la fonte Alloro.

Presso l’abbazia di S. Michele Arcangelo a Passignano, monastero vallombrosano, l’acqua era conosciuta per la fecondità e per i poteri guaritori, tant’è che un certo don Jacopo Mindria da Bibbiena, guarito, fece realizzare nel 1510 la cosiddetta Cappella dei Pesci.

Cappella dei pesci a Badia a Passignano

Testimonianza di una probabile contaminazione con precedenti culti pagani è la dedica sia dell’abbazia che della cappella a San Michele Arcangelo, detto anche “principe delle acque”, e patrono delle acque curative.
Il suo culto, da sempre, è legato all’acqua, alla maternità (parto) e all’infanzia (lattazione). In tutta la Toscana la sua figura è collegata spesso a divinità materne, soprattutto Maria vergine.

Simona Montagnani

Bibliografia

  • V. Dini, “Il potere delle grandi madri”;
  • F. Fabbrini, P. Fusi, M. G. Scarpellini (a cura di), “Conoscere l”Etruria. I sentieri dell’acqua, ruolo e regime delle acque nel castiglionese”;
  • M. Dall’Aglio, “I culti delle acque nell’Italia antica”.

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