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Autunno 2002
Mi recai a Lucardo perché avevo avuto la segnalazione di alcune costruzioni con muri di terra. Armato di macchina fotografica mi aggiravo tra le abitazioni quando una signora, che mi osservava un po’ incuriosita e un po’ intimorita dai miei sospetti giri attorno alle case, mi chiese che cosa stessi cercando.
“Buonasera signora, mi hanno segnalato la presenza di muri in terra…” – lei risoluta e rassicurante – “ No! Non si preoccupi, qua non è franato niente. Son tutti ritti i muri!” .
Le sorrisi e me ne andai. In effetti di muri crollati per terra non ce n’erano; avrà pensato che fossi uno zelante geometra del Genio Civile.

Infatti, le murature costruite con la “terra cruda” non sono molto conosciute e destano sempre un certo stupore, come se fossero una rarità. Invece per la Valdelsa, ricca di argilla e sabbie arenacee sono, o meglio erano, la consuetudine.
La perdita delle conoscenze tecniche per la lavorazione della terra in edilizia ha causato problemi legati allo stesso riconoscimento della tecnica edilizia. Spesso si parla di muri “marci”, da rimuovere. Addirittura, a volte sono stati scambiati per tamponature interne senza funzione strutturale e poi rimossi generando danni all’edificio.
I ritrovamenti del Gruppo Archeologico Achu
La casa in terra cruda era un elemento caratteristico del nostro paesaggio (lo sarebbe ancora!), del modo di abitare e di vivere. In “terra di Semifonte” , tra Barberino VE e Certaldo la ProLoco Gruppo Archeologico Achu negli anni passati ha promosso una tesi grazie alla quale sono state schedate e individuate molte costruzioni in terra.
Le tecniche variano dal mattone crudo, al Pisé. Forse anche a pani di terra sovrapposti e costipati uno affianco all’altro.
La tecnica per costruire le case in terra cruda
La tecnica più comune vedeva l’utilizzo di casseforme in legno, come oggi si usa per contenere e delimitare la colata in cemento, all’interno delle quali venivano costipati strati di terra.
Si usava un impasto sabbia arenacea, argilla, probabilmente una piccola quantità di calce, paglia, sterco, ghiaia e frammenti ceramici. Proprio questi ultimi se ne riconosciamo la datazione ci forniscono un importante dato cronologico sulla costruzione dell’edificio. Ma spesso negli archivi storici privati si trovano le informazioni necessarie per stabilire la data di costruzione. Certe volte il muro in terra è molto più antico di ciò che possiamo immaginarsi.
Uno sguardo al presente della terra cruda
In Italia abbiamo un centro di studi sulla costruzione in terra cruda che propone soluzioni interessanti anche in termini di moderna bio-edilizia.
Sentiamo il dovere di diffondere queste notizia non solo per la tutela del nostro patrimonio, ma anche per stimolare investimenti finalizzati ad uno sviluppo edilizio più sostenibile.
Non esitate a contattarci per informazioni, segnalazioni e curiosità: ci fate piacere 🙂 La nostra email è info@summofonte.org.


