C’è un castello nell’area della Pieve di San Pietro in Bossolo?

C’è un castello nell’area della Pieve di San Pietro in Bossolo?

Gli scavi archeologici a San Pietro in Bossolo del 2020

Vi sono documentazioni che attestano la presenza di due castelli nell’area della pieve di San Pietro in Bossolo, fra XI e XIII secolo. Si tratta del Castello di “San Pietro in Bossolo” ed il “Castello di San Giovanni” che prende probabilmente il nome dal battistero antistante la Pieve di San Giovanni, ritrovato durante la prima campagna di scavi del 1967, il cui fonte battesimale è stato ricollocato all’interno della pieve.

Gli scavi appena effettuati nel piazzale davanti alla Pieve, hanno portato alla luce i resti di strutture preesistenti all’insediamento romanico, consentendo il rinvenimento delle fondamenta di due edifici sovrapposti uno da identificarsi con la chiesa fondata dai primi cristiani, l’altro costruito successivamente per assolvere alla funzione di battistero.

I ritrovamenti archeologici e le citazioni documentarie indicate ci fanno supporre la presenza di strutture legate al castello di San Giovanni, anche grazie agli studi e alle ricerche compiute dal gruppo Archeologico Achu, attento gruppo di volontari appassionati conoscitori delle radici del nostro territorio.

Il nuovo progetto di indagini archeologiche lanciato nel 2020 dal Comune di Barberino Tavarnelle alla Pieve di San Pietro in Bossolo, si vogliono ampliare le conoscenze dell’edificio in relazione al territorio e di chiarire le ipotesi legate alla localizzazione del castello di San Giovanni e il suo rapporto storico-architettonico con la Pieve, ed allo stesso tempo procedere con un’indagine estesa ed intensiva che consenta una rilettura complessiva del sito di San Pietro in Bossolo.

“Vogliamo ampliare le conoscenze dell’edificio in relazione al territorio – commenta il sindaco David Baroncelli – e di chiarire le ipotesi legate alla localizzazione del castello di San Giovanni e il suo rapporto storico-architettonico con la Pieve. L’attività richiesta dovrà consentire di verificare la consistenza dei depositi archeologici attraverso un piano triennale di interventi”.

“L’intento del programma archeologico – prosegue il sindaco – è quindi l’individuazione di strutture che possano aiutare nell’identificazione del sito e nella ricostruzione delle sue principali fasi di vissuto, tramite indagini di scavo stratigrafiche”.

Interventi e scavi archeologici precedenti

L’area fu sottoposta ad un piano di lavori di restauro condotti nel 1946 per il ripristino della chiesa a seguito di danni subiti durante la seconda guerra mondiale. In questa occasione fu asportato il pavimento della chiesa raggiungendo l’antico piano di posa e consentendo il rinvenimento di una serie di sepolture e tre pozzi sepolcrali.
Un secondo intervento di restauro fu attuato nel 1956 in occasione del quale vennero rinvenuti sotto l’altare maggiore due frammenti marmorei di età tardo antica scolpiti a bassorilievo, attualmente posizionati all’interno della pieve.

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