a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra
Arte nel paesaggio 2025 è un progetto realizzato grazie al contributo di
Fondazione CR Firenze


Arte nel Paesaggio 2025: Time Gravity è la biennale di arte e scienza che anima il paesaggio tra la Cupola di Semifonte e l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, nel cuore della Toscana. A cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra, il progetto mette in dialogo installazioni contemporanee, ricerca scientifica e contesto rurale, trasformando vigne, cipressi e architetture storiche in uno spazio espositivo a cielo aperto. Sostenuta da Fondazione CR Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana e del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la biennale propone visite guidate, incontri e conferenze dedicate al tema del tempo e della struttura spazio-tempo, offrendo a residenti e visitatori un’esperienza immersiva di arte, paesaggio e comunità.
Due cupole, un unico percorso
Le installazioni hanno trovato dimora in due “cupole” immerse nel paesaggio chiantigiano: la Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte, replica in scala della cupola del Brunelleschi che custodisce la memoria dell’antica città scomparsa, e l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, centro d’eccellenza scientifica dell’Università di Firenze dedicato alla ricerca astronomica e geofisica. Questo dialogo tra passato e futuro, tra contemplazione storica e sguardo cosmico, ha costituito il cuore del progetto.


Un progetto condiviso
La Biennale è nata dalla collaborazione tra enti del terzo settore e istituzioni pubbliche: la Pro Loco Barberino Val d’Elsa Gruppo Archeologico AchChi siamou APS, l’Università di Firenze con L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, il Comune di Barberino Tavarnelle, l’Associazione Amici dell’OPC, insieme all’associazione Peninsula (Berlino), con il sostegno della Fondazione CR Firenze e il patrocinio della Regione Toscana e del Centro Luigi Pecci, Prato. Un modello collaborativo che ha valorizzato le reti collaborative pubblico-privato, creando un’offerta culturale capace di integrare sapere umanistico e scientifico, abbattendo le barriere della frammentazione della conoscenza.

Gli artisti e le loro opere
Sophie Ko (Tbilisi, 1981) ha presentato alla Cappella di Semifonte installazioni site-specific realizzate con cenere, terra e pigmenti puri: opere effimere che incarnano il mutamento e l’instabilità della materia nel tempo. Le sue Geografie temporali si offrono come cartografie in continuo divenire, dove il tempo sedimenta, si disgrega e si rinnova. All’Osservatorio ha esposto Geografia temporale. Cenere degli altri cieli.

Luca Pozzi (Milano, 1983), artista che indaga il rapporto tra fisica quantistica e arte contemporanea, ha portato opere che dialogano con lo spazio scientifico dell’Osservatorio, esplorando i concetti di gravità, tempo e relatività attraverso installazioni che fondono rigore scientifico e visione poetica.

Eventi e attività
Il progetto si è arricchito di conferenze sul tema del tempo nella scienza e nell’arte, visite guidate con storytelling sociale, performance musicali e il lancio del pallone stratosferico SBAM dall’Osservatorio. Questi momenti hanno coinvolto la comunità locale e i visitatori in un’esperienza culturale immersiva e interdisciplinare. La manifestazione si è conclusa con la pubblicazione di un catalogo bilingue (italiano-inglese) che documenta l’intera esperienza progettuale.Eventi e attività
Il progetto si è arricchito di conferenze sul tema del tempo nella scienza e nell’arte, visite guidate con storytelling sociale, performance musicali e il lancio del pallone stratosferico SBAM dall’Osservatorio. Questi momenti hanno coinvolto la comunità locale e i visitatori in un’esperienza culturale immersiva e interdisciplinare. La manifestazione si è conclusa con la pubblicazione di un catalogo bilingue (italiano-inglese) che documenta l’intera esperienza progettuale.
Un progetto per un nuovo pubblico della conoscenza
Il cuore del progetto è chiaro: creare un nuovo pubblico capace di andare oltre le barriere fra “addetti ai lavori” e “profani”, mettendo in relazione cultura scientifica, umanistica e artistica. Le azioni di Arte nel Paesaggio 2025 sono pensate per superare la frammentazione del sapere, offrendo occasioni in cui il paesaggio del Chianti, la ricerca universitaria e l’arte contemporanea diventano strumenti di educazione al pensiero critico e al libero pensiero.
Arte nel Paesaggio 2025 si rivolge sia al pubblico locale tra i 45 e i 70 anni, abituato a un’offerta culturale di qualità, sia a una fascia 25–45 anni, più vicina a nuovi modi di fruire contenuti culturali, eventi e comunicazione digitale. L’obiettivo non è solo “portare più persone agli eventi”, ma stimolare nel tempo una comunità interessata alla complessità della conoscenza, capace di trasmettere ad altri questa attitudine aperta e non settoriale.
Il successo sui media: dalla stampa generalista a quella specialistica
La rassegna stampa testimonia come Arte nel Paesaggio 2025 abbia saputo parlare sia al grande pubblico sia ai lettori più esperti, ottenendo una copertura che va dai quotidiani nazionali ai media specializzati in arte e cultura. Repubblica, Corriere della Sera, La Nazione, Il Tirreno, Il Gazzettino e altre testate hanno raccontato il progetto, contribuendo a portare l’attenzione su un territorio che usa l’arte e il paesaggio come strumenti di innovazione culturale.
Accanto alla stampa generalista, la Biennale è stata seguita da media specialistici come Il Giornale dell’Arte, Artribune e ArtsLife, oltre che da emittenti radio e TV dedicate alla cultura, come Controradio, Toscana TV, Florence TV e altri canali che hanno dato spazio a interviste, servizi e approfondimenti. Questa attenzione della stampa di settore conferma la qualità della proposta artistica e curatoriale, riconoscendo in Arte nel Paesaggio un modello di progetto capace di coniugare ricerca estetica, contenuto scientifico e impatto sociale.
Questa pluralità di sguardi – locali, nazionali, generalisti e specialistici – ha amplificato l’idea alla base del progetto: la conoscenza è un bene comune, da avvicinare a pubblici diversi con linguaggi accessibili ma mai semplificati, in cui l’arte contemporanea diventa esperienza guida per accedere a contenuti complessi.
Una restituzione che continua: catalogo, rete e impatto sociale
La Biennale non si ferma agli eventi dal vivo: la pubblicazione di un catalogo bilingue (ITA/ENG), con saggi, documentazione fotografica e riflessioni sui temi della “terza cultura” e dell’amministrazione condivisa, è pensata come strumento di restituzione e di lavoro per future collaborazioni. Il catalogo prosegue la strada aperta dalla prima edizione del 2023, che aveva già generato due volumi dedicati agli artisti Loris Cecchini ed Evelien La Sud, e diventa oggi uno spazio per raccontare l’impatto di una rete che unisce Università, ETS, enti pubblici e fondazioni.
Il progetto prevede una fase specifica di restituzione pubblica, che comprende l’ utilizzo del catalogo come strumento per attivare nuove relazioni “calde” con enti culturali e potenziali partner. In questo senso Arte nel Paesaggio 2025 non è solo una Biennale, ma un percorso di lungo periodo che utilizza l’arte, il paesaggio e la comunicazione culturale per formare comunità più consapevoli, libere di pensare e di interpretare il mondo attraverso la lente congiunta della scienza, della storia e della creazione artistica.