Realizzato con il contributo del Consiglio regionale ai sensi della L.R. n. 10/2025
Dove la terra si fa racconto
C’è un angolo di Toscana, sospeso tra la Valdelsa e il Chianti, dove la storia non si legge solo nei libri ma si assapora. È la terra di Semifonte: il castello che nel XII secolo osò sfidare Firenze, raso al suolo e poi trasformato in mito — quella cosiddetta “città scomparsa”. Luogo ricordato persino da Dante nel Paradiso. Su questo suolo, dove un tempo passavano persone e merci lungo le direttrici della via Francigena, oggi cresce un progetto che intreccia archeologia, paesaggio e sapori.
Terre di Semifonte nasce per riscoprire l’antica vocazione di questa terra: un luogo di scambio, di ospitalità e di identità. Un progetto della Pro Loco Barberino Val d’Elsa Gruppo Archeologico Achu APS, che dal 2000 lavora per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, turismo sociale e culturale, coinvolgendo abitanti, scuole, famiglie e comunità locale.
Un’idea semplice: il gusto è cultura
Ogni prodotto della nostra terra — l’olio extravergine biologico, il vino, il miele, gli ortaggi… Insomma, i sapori di filiera corta legati alla tradizione rurale toscana — non è soltanto un prodotto di qualità. È il racconto di una terra e di chi l’ha vissuta e la vive ogni giorno. Nell’olio e nel vino ritroviamo sapori, profumi e sensazioni della Terra di Semifonte: un filo rosso che unisce l’esperienza della degustazione alla cultura del luogo.
Per questo il progetto promuove i prodotti enogastronomici toscani nel contesto della cultura rurale a cui sono profondamente legati, valorizzando le produzioni agricole nel quadro dell’eredità culturale del territorio — in piena coerenza con le finalità statutarie dell’associazione e con gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio propri degli enti del Terzo Settore.
Storie da vivere, non solo da guardare
Al centro c’è lo storytelling: il racconto in prima persona dei produttori e dei volontari dell’associazione, che accolgono i visitatori nella propria terra e ne condividono saperi ed esperienze. Non percorsi guidati, ma dialoghi autentici, dove l’ospitalità e la condivisione dei saperi locali sono il cuore dell’esperienza.
Nel corso del 2025-26 il progetto propone:
- Passeggiate immersive sul sito paesaggistico e archeologico di Semifonte e tra le olivete, alla scoperta dell’olio EVO unito ai prodotti e piatti provenienti dalla tradizione, accompagnati da produttori, volontari e da assaggiatori ufficiali. Si organizzano con un piccoli tutorial per imparare a riconoscere e apprezzare e riconoscere le caratteristiche di ciò che dalla terra si produce con qualità.
- Visite a frantoi storici e cantine, dove sono i produttori stessi a narrare la propria storia e le tradizioni del luogo.
- Un evento-mostra dedicato al mito di Persefone, scolpito sulle urne etrusche di San Martino ai Colli conservate nell’Antiquarium di Sant’Appiano: un dialogo tra archeologia, fertilità della terra e sapori tipici, con degustazione dei prodotti locali, ospitato nella suggestiva Cappella di San Michele Arcangelo, che riproduce la cupola del Duomo di Firenze.
Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico, nello spirito solidaristico e senza fini di lucro che anima l’associazione e l’attività dei suoi volontari. In alcuni casi per motivi logistici si ricorre alla prenotazione obbligatoria
Perché il mito e le stagioni
La comunicazione del progetto segue il ritmo delle stagioni e delle credenze del mondo rurale. L’inverno — il tempo delle veglie, dei racconti e dell’attesa — accompagna il risveglio primaverile, quando la terra torna a fiorire e a donare i suoi frutti. È lo stesso ritmo del mito di Persefone: un modo antico e universale per comunicare i valori, i saperi e la vita di un territorio.
Un patrimonio di tutti
Terre di Semifonte si propone come un nuovo brand del territorio: un invito a scoprire una meta “minore”, lontana dal sovraffollamento, dove storia e tradizione vengono ancora raccontate con orgoglio da chi le abita. Valorizzare i sapori di questa terra significa valorizzare una civiltà, contribuire alla qualità della vita della comunità e, indirettamente, alla ricchezza del territorio.
Perché qui il patrimonio culturale non è custodito per il suo valore intrinseco, ma come risorsa viva per la crescita culturale e sociale — da trasmettere alle generazioni future.

Realizzato con il contributo del Consiglio regionale ai sensi della L.R. n. 10/2025 – decreto – elenco ammessi
