L’ippocrasso è un vino dolce e leggermente speziato, attribuita a Ippocrate di Kos, considerato il padre della medicina moderna.
Si dice che Ippocrate fu il primo a preparare questo vino medicato con foglie fresche di Artemisia, per usarlo come utile terapia per la digestione e la depurazione del corpo.
Il vinum dulcis come medicinale

Successivamente i romani e numerosi medici, alchimisti e terapeuti modificarono la ricetta, aggiungendo piante nuove provenienti dall’Asia, e attribuendogli, intorno al Trecento il nome “Ippocrasso” usato ancora oggi.
Nella prestigiosa scuola di Salerno questo vino era dato agli infermi e agli afflitti come una vera e propria terapia. Durante il Medioevo la preparazione del ”vino ippocratico” venne arricchita anche dei profumi e dei sapori delle nuove spezie portate dai Veneziani.
Torino, Firenze e Venezia divennero tre centri famosi per la fornitura dei liquori e dei vini ippocratici.
Luigi XIV (1643 – 1715) ne divenne un grande ammiratore e divenne di moda nelle corti europee. Servito sempre a fine pasto, in accompagnamento ai dolci ed alle marmellate, la bevanda fu in voga fino a tutto il XVII secolo quando venne sostituita dai distillati.
Oggi consigliamo l’ippocrasso come aperitivo particolare o a fine pasto come digestivo. In generale, è una gustosa bevanda fresca, leggermente alcolica, perfetta se accompagnare a un pane dolce.
Ingredienti
- 1 litro di vino rosso o rosè
- 100 gr di miele
- 3 bastoncini di cannella
- 1 cucchiaio di zenzero
- 3 o 4 chiodi di garofano
- 1 pizzico di noce moscata
Preparazione
- Pestate le spezie intere in un mortaio.
- Versate il vino, il miele e tutte le spezie in un recipiente a chiusura ermetica e lasciate riposare per 24 ore.
- Filtrate con garza due volte per ottenere un prodotto limpido e gustate fresco.
Raccomandazioni: le indicazioni si riferiscono a quanto raccolto nella bibliografia storica. Per la preparazione a scopo alimentare si consiglia una formazione adeguata.



3 risposte a “Ippocrasso o vino speziato”
Quanto tempo si conserva? Taluni dicono un mese, su wikipedia si parla addirittura di anni. Grazie
Io l’ho tenuto due anni in frigo aperto e tapoato brvendolo ogni tanto ed era perfetto
Non abbiamo notizie su quale fosse la durata della sua conservazione. Oggi la preparazione deve seguire le regole della produzione alimentare e delle bevande. Questo sito si limita a riportare notizie provenienti dalla tradizione storica.